[RetroRECE] 24: Giorno 4

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E finalmente arriviamo alla quarta stagione.
La stagione della svolta, dove gli ultimi tasselli prima dello sconvolgimento dell’intera serie vengono messi al posto giusto.
Anche in questa giornata, Jack e amici si ritrovano contro i TERRORISTI, ma stavolta è diverso.
Stavolta Kim non esiste.

Avviso: Come dicevo, questa è la stagione della svolta e c’è parecchio da dire su trama, personaggi e colpi di scena. Come sempre, cerco di limitare gli spoiler, ma alcune cose sarà complicato nasconderle.

Si comincia un anno e mezzo dopo il finale della terza stagione.
Jack lavora per il Segretario della Difesa James Heller, si è allontanato è stato licenziato dal CTU ed è contento e felice per la sua relazione con Audrey Raines, la figlia del capo (non fate quelle facce, sono letteralmente i primi 5 minuti della prima puntata).

Per la solita fortuna del biondo Bauer, tocca a lui andare a discutere con il suo ex-capo, Erin Driscoll, del budget concesso al CTU.
Eccerto, immagino il pensiero di Heller:

"E se si lamenta, convincila come sai fare tu"

“E se si lamenta, convincila come sai fare tu”

C’è anche da dirlo che appena Jack mette piede nell’ufficio della Driscoll capitano un inverosimilione di casini che lo rimettono in pista, pronto a scassare la faccia a qualche brav’uomo che attenta alla patria dei Mac&Cheese?
No, ovvio, e appena scatta l’emerghenzia, Jack è a cavallo per tornare sul campo.

Finalmente (DIO GRAZIE) gli sceneggiatori abbandonano la tecnica del “BUBUSETTETE” che vi ho spiegato l’altra volta.
Il mega cattivo è chiaro fin da subito, la minaccia è definita e nonostante il GOMBLOTTOH che porterà al cliffhanger finale, la trama è scorrevole e carica di tensione.
Con il Presidente Keeler sull’Air Force One, le centrali nucleari che rischiano la fusione, il ritorno di Jack e il suo rapporto con la Driscoll e il resto della squadra del CTU, il thrilling è alle stelle anche quando si guardano con lo sguardo del “Quando si mangia?”.

"Niente quinta colazione?" IL THRILLING

“Niente quinta colazione?” IL THRILLING

È in questa stagione che facciamo la conoscenza del peggior Presidente del mondo, quel Charles Logan pavido, vigliacco e incapace che ci mostra, però, le debolezze di un essere umano “mediocre” alle prese con il comando di una potenza mondiale.
Logan, dalla prima volta che l’ho visto, mi ha sempre dato l’impressione del politico che ha scelto la cosa pubblica più per comodità che per vero amore per il proprio paese e questo lo rende uno dei personaggi meglio scritti dell’intera serie.
Sarà nella prossima stagione che vedremo tutto o quasi i lati del suo carattere, ma ci torniamo la prossima volta.

"Giuro che sarò la faccia meno rassicurante della storia dell'America"

“Giuro che sarò la faccia meno rassicurante della storia dell’America”

La relazione tra Jack e Audrey ed il triangolo con il di lei ex marito, Paul, ci fa vedere quanto il nostro sia effettivamente cambiato nel tempo.
L’interrogatorio che conduce su di lui, infatti, avviene davanti agli occhi della povera signora Raines, che rimane sbigottita.
Questo avrà ripercussioni sul loro rapporto, ovviamente, mostrandoci quanto Bauer sia concentrato durante le operazioni e quanto sia umano nei momenti di vuoto.
Ogni singolo momento in cui non ci sono azioni sul campo, Jack lo passa cercando di sistemare le cose con lei, sia al telefono che di persona.
Tanto una macchina per risolvere crisi che un essere umano.

"Credo che Edgar abbia fame" "Come fai a dirlo?" "S'è magnato la postazione"

“Credo che Edgar abbia fame” “Come fai a dirlo?” “S’è magnato la postazione”

E così arriviamo al finale di stagione.
La fuga, l’unica scelta che il più patriottico degli agenti poteva fare per proteggere l’America  ed evitare una guerra.
Lasciarsi tutto alle spalle, sparire per chissà quale meta esotica, abbandonare Tony, Michelle, Palmer e Chloe, per non parlare della sua adorata Kim.

"Tomme Cruis mi fa 'na pippa"

“Tomme Cruis mi fa ‘na pippa”

Sì, devo dire che finora è la mia stagione preferita, sia per la minaccia in sé che per le sotto-trame che vanno oltre al “il Presidente si fida di Jack, quindi fategli fare il cazzo che vuole”.
Togliere il deus ex machina che risolveva tutti i suoi problemi è stato ottimo per la serie, ponendo davanti a Jack nuove difficoltà che di conseguenza si proiettano su tutti i protagonisti.
Tutti sanno che Jack ottiene risultati in maniere poco ortodosse, ma convincere chi non lo conosce è difficile e crea più problemi che altro.
Tutti i fili che cominciano a venir tesi nella terza parte della stagione, da quell’assalto che costringerà Jack alla fuga, saranno le basi per le prossime due stagioni e ne vedremo delle belle.

E via, la cavalcata verso maggio e l’inizio della nona stagione è a metà percorso.
Mentre scrivo quest’articolo in TV scorre la tredicesima puntata della quinta stagione, giusto per portarmi avanti nel lavoro.

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