Asso di Roberto Recchioni

Credo che fosse il 1998.
Mio padre comprava regolarmente Skorpio e Lanciostory, giornali settimanali della fu Eura Editoriale, ora editi da Aurea Editoriale, ed io ero un adolescente avido di fumetti.
In buona sostanza, me li divoravo dall’inizio alla fine, facendo conoscenza con alcuni grandi del fumetto internazionale: Dago di Wood e Salinas, Cyber Six di Trillo e Meglia, L’eternauta…
Insomma, mi stavo un po’ innamorando di quel mondo, di quella carta sottile e giallina, di quei disegni così strani per uno che fino a pochi anni prima leggeva solo Dragon Ball e Topolino.
Poi, all’improvviso, vedo un segno diverso, che mischia un po’ di stili differenti, che mi porta ad innamorarmi di quel disegnatore.
E poi, suvvia, poppe.

Sì, ok, erano disegnate, ma ero anche un quattordicenne.
Capitemi.

Mi colpisce così tanto che mi porta a salvare quei disegni, altrimenti destinati al riciclo della carta.
Papà non è mai stato un collezionista e quella era la fine destinata di tutti i suoi fumetti.
Mi misi a ritagliarli, a tenerli da parte, ad imitarne lo stile.
Da qualche parte, a casa dei miei, dovrebbero essere ancora tutti impilati da qualche parte.
Ma quel disegnatore, senza saperlo, mi aveva fatto innamorare del suo lavoro.
Sarà il suo nome buffo (sfogatevi ora con le battute mentali sul suo cognome, su. Fatto? Bene.), sarà che quello stile mi faceva andare fuori di testa, fatto sta che diventai un Roberto Recchioni fan.

Da lì, mi informavo di continuo, per quanto mi fosse possibile, sulle prossime uscite del nostro, aspettando un nuovo fumetto, una nuova serie, qualcosa.
John Doe è forse il suo lavoro più conosciuto, ma ci sono stati anche David Murphy, Detective Dante, senza contare il suo lavoro su Dylan Dog, Diabolik e, prossimamente, Tex e la sua nuova serie Orfani.
Erano anni, però, che il quattordicenne di cui sopra non vedeva qualcosa totalmente “Made in RRobe”, dalla sceneggiatura al disegno.
Quando fu annunciato “Asso” ero, ovviamente, in brodo di giuggiole.
A Lucca , dove fu presentato, non riuscii ad andare, perciò cominciai la mia ricerca nelle librerie, nelle fumetterie, nelle grotte e negli anfratti dell’internet.
Fino a ieri, giorno lieto, in cui sono andato dal fumettaro di fiducia per acciuffare quel maledetto di Asso.
Fine della caccia.

Capirete da voi che avevo l’hype a mille, non vedevo l’ora di leggermelo tutto d’un fiato, buttarmi a volo d’angelo nelle tavole colorate e un po’ inquietanti del volume.
Partiamo con i dati tecnici: con 15 € vi portate a casa 128 pagine a colori, racchiuse in un bellissimo volume cartonato.
Archiviata questa pratica, passiamo al contenuto.


Il volume contiene diverse storie di Asso (ma và?), pseudo alter-ego di Recchioni stesso, ma portato all’estremo in quasi tutto quello che fa, dice e pensa.
Le storie sono sia inediti che racconti già pubblicati, su carta o web, più un bel po’ di illustrazioni varie e qualche storia su Asso raccontata da persone che lo conoscono (RRobe, non Asso).


Asso non è un fumetto per stomaci deboli, questo va chiarito subito.
Parla di passione per il fumetto, di come sia uno stile di vita più che una professione, tanto da renderlo più un bushido che un lavoro.
Parla di salute, morte, malattia come solo chi ci è passato sa fare, a muso duro, ironizzandoci sopra, ma con quel vago senso di malinconia che sembra un treno di mattoni diretto alla bocca dello stomaco.

Devo ammetterlo, le scene più autobiografiche sono quelle che mi han colpito di più, sotto ogni punto di vista.

Il mio gusto personale non è particolarmente affine a donnine seviziate e scene di sesso gratuite, ma nel contesto del personaggio e dell’opera in generale non stonano troppo, specie se si conosce un po’ il personaggio.
Divertenti e mai prese con troppa serietà, con tanto di pompini sonici e mosse che neanche Goldrake e Mazinga col missilone centrale sapevano compiere.
Poi vedi questa vignetta e tutti i tuoi pensieri se ne vanno a quel paese.




Verdure nel culo della rossa, il grembile “Blow the cook”, un mazzafrusto in bella vista.
Come si fa a non ridere?


Gli altri autori del volume sono: Leomacs, Massimo Carnevale, Mauro Uzzeo, Federico Rossi Edrighi, Elisabetta Melaranci, Luca Bertelè, Werther Dell’Edera, Walter Venturi e LRNZ, con i colori di Stefano Simeone, autore anche dell’ultima storia degli “esterni” del volume.
Sono storie divertenti, tragiche, comiche e malinconiche allo stesso tempo, tutte con protagonista Asso e gli amici che gli girano attorno nella vita, quale che sia quella vera o quella fumettosa.
Da Betta che viene addomesticata manco fosse una scimmia a Luca che parte per andare a trovare Asso nuovamente in ospedale, fino alle divertenti avventure di un povero disegnatore in attesa della sceneggiatura su cui lavorare, in queste storie c’è tutto l’amore che solo un amico può provare, quello che si diverte a prenderti per il culo, ma che è sempre pronto a farsi ore di treno per vedere come stai.

Concludo, che lo so che non vi piacciono le robe troppo lunghe, dicendovi che se conoscete il personaggio Recchioni, allora dovete acquistarlo, quasi come obbligo morale.
E anche se non lo conoscete, che è un volume come ce ne sono pochi sulla piazza.


Vi lascio con il trailer e con una piccola anteprima del libro.
Buona visione!


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E un’anteprima.

5 pensieri su “Asso di Roberto Recchioni

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