[PseudoRECE] Gears of War Saga

Qualche settimana fa ho finalmente finito Gears of War 3, insieme al buon Mario, super fan della saga fin dalla sua prima uscita e ottimo compañero di scorribande ammazza locuste.
E poi, presi dalla foga testosteronica che ci ha omaggiato il gioco in questione, abbiamo ricominciato i due capitoli precedenti.
Nel senso, contemporaneamente: il secondo da me, sulla mia Xbox e il primo a casa sua.
Altro che discoteca e strage del sabato sera: noi facciamo genocidi virtuali, cocco, un paio di ribaltati sull’Adriatica non sono niente.*

Quindi m’è venuto in mente che non avevo (quasi) mai parlato di questa saga qui sopra ed eccoci qui.

[Preparatevi che è uno di quei soliloqui lunghi e noiosi. Poi non dite che non vi avevo avvertito]

Chiariamo subito l’aspetto più importante: il divertimento.
Gears of War mi viene da paragonarlo, per certi aspetti a Super Mario: non ha troppo senso, la trama è buttata lì come pretesto per salvare la principessa squartare Locuste e sono un po’ la massima espressione grafica delle loro macchine di riferimento, ma sono entrambi giochi divertenti, stacca cervello come solo pochi sanno essere.

Per cui non dico che sono cattivi giochi, anzi.
Ho sempre la voglia di farmi un giro a Gears, anche se solo in compagnia, ma hanno quel paio di difetti che non riesco a non vedere e che mi fanno passare dallo status di “fan” a quello di “simpatizzante”.

Per esempio: a parte la grafica, che evoluzioni ha avuto il gioco?
Assolutamente nessuna, ve lo dico io.
Certo, i controlli sono più reattivi nel terzo che nel primo, l’HUD è migliorato con l’indicazione di che tipo di proiettili, ma se la trama del primo è riassumibile in “Cazzo, ci sono le Locuste, SPARAGLI!”, quella del due è “Dom, tua moglie è mortAMMAZZA LE MERDE SOTTERRANEE!!!” e, infine, la trilogia si conclude con un fantastico [SPOILER] “Dom, mo’ sei morto tu e TUTTE L’ANIME DE LI MORTACCI VOSTRI CHE SPLENDETE VI AMMAZZO!”** [FINE SPOILER]
Gears ha avuto sempre un potenziale, a livello di trama, davvero infinito, ma gli scrittori che si sono ritrovati a trattare con Marcus, Dom, Baird e Cole pare che siano stati cresciuti a pane e cliché, con un bel po’ di mediocrità che completa il tutto.
Cole è il gigante buono, quello che smadonna anche solo per chiederti di passargli il sale, ma sotto sotto è un pezzo di pane;
Baird è il genio hacker dei film anni ’80: dagli una forcina, una gomma da masticare e un elastico e vedi che ti tira fuori

“Ho sognato un CHIP che ci farà viaggiare nello spazio con una graffetta e del duct tape. E passami la Nutella.”

Dom è il caccia figa, quello che fa la cosa giusta al momento giusto, ma solo perché così può rivedere il sacro triangolino.

A capo di questa simpatica combriccola troviamo lui, l’inutile l’esagerato Marcus Fenix, quello che gliene capitano di ogni e non sa neanche perché.
Uno dei protagonisti meno carismatici dell’universo, buono solo a fare da avatar per il giocatore e con una profondità tale che manco i DLC su di lui fanno. Perché Marcus, alla fine, non serve a una beata mazza. È solo la telecamera (passatemi il termine) attraverso la quale vediamo gli avvenimenti su Sera, senza una vera personalità, senza un cacchio di passato decente.
Nel secondo episodio è incredibilmente palese: Marcus è talmente inutile che i flashback che viviamo sono quelli di Dom (incentrati sulla figa, of course).

Ma se Fenix si fa superare in carisma anche da uno che non parla, i nemici sono la carne da macello più ridicola dopo gli alieni di Space Invaders.
Chi sono le locuste? Perché attaccano l’umanità? E la storia degli umani di Sera qual è?
Domande che non avranno mai risposte.

Lassù dicevo che il terzo capitolo l’ho finito da poco e il motivo è uno solo: ero in compagnia.
Gears 3 è sempre la stessa pappa, ancora e ancora, per tre giochi di fila: non avevo voglia di giocarlo. Non avevo un vero motivo per comprarlo, non avevo un personaggio forte che mi chiama ad ogni cagata che fa (Master Chief docet) e non avevo una storia che potesse scaturirmi la curiosità.
Alla fine di ogni gioco la minaccia è sventata: nel primo si fa saltare la famigerata bomba solare nel cuore della civiltà delle Locuste, con l’unico risultato di avere riempito le spiagge di abbronzatissimi Brumak e Droni, nel secondo si inonda TUTTO IL SOTTOSUOLO con l’imulsion, ‘sta roba gialla che pare maionese andata a male e invece si scopre essere il carburante più figo del mondo.
Peccato che nel terzo capitolo scopriamo non solo che l’imulsion è vivo, ma pure parecchio incazzoso e fa brillare di luce incazzata tutti, percui bisogna falciare via anche ‘sti Splendenti, che ovviamente torneranno prima o poi.

Probabilmente ho preso questa saga nel modo sbagliato, aspettandomi qualcosa di più di uno Space Invaders (non ricordo chi l’aveva scritta ‘sta cosa, ma sono sempre stato d’accordo) coi marine grossi, incazzati e sboccati.
Cercavo qualcosa che non potevo avere da questa gente.
D’altronde, cosa aspettarsi da persone che hanno dato il volto di Voldemort a tutti i nemici del gioco?

;

Solo io li vedo idenctici?

;

*Uh, se mi aspetto un po’ di insulti. Uh!

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