Anche i migliori cadono.

Alla fine ho ceduto.
Complice il “Ma tanto son solo dieci giorni di prova!”, ho tirao giù il trial, ho fatto il personaggio e ci ho giochicchiato un po’.
Ma non mi acchiappava tanto.
Forse, mi dicevo, è perché vedo che le meccaniche di gioco cominciano a risentire dell’età.
5 anni non sono pochi per un videogioco.

D’altra parte, se ci sono 11 milioni di stronzi che ci giocano tutt’oggi, ci deve essere un motivo.
E poi, cavolo, anche questo fa parte del mio lavoro, quindi, forza, cominciamo un po’ più seriamente.

“Già un altro personaggio, eh?” fu la sardonica domanda di Daze.
“Sì, ma è solo per vedere se cambia qualcosa a seconda dei personaggi”.

Certo, certo.

Risultato?
In due giorni 12 livelli, un personaggio adorabile e brutalmente PowerPlay e un blog parzialmente abbandonato.
Il fatto che il primo personaggio non mi piacesse molto forse è anche dovuto dal fatto che era un maschio.
L’unico personaggio maschio che ho mai  giocato in D&D è morto alla prima sessione.
E femmina sia, dunque.

Oh, cacchio, scusate.
Ero così preso dallo scrivere minchiate che mi sono dimenticato di dirvi che gioco è.
Ma tu pensa alle volte, eh?

Come se non si fosse capito, eh?

Ed ora (e a ‘sto punto ci sta) Nayruh!

Questo solo per dirvi che non sono morto.
Sono solo impegnato.

4 pensieri su “Anche i migliori cadono.

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