Che siccome che

Non ho molto da scrivere in ‘sti giorni, vi lancio la recensione di Parnassus, a cura del buon Francesco (se non caco non esco)

Niente speranza: non si vedono le tette della topa in questione

Niente speranza: non si vedono le tette della topa in questione

Un Attore Millenario (che poi attor non è), Un diavolo in bombetta, una chioma rossa, l’attor giovane di turno, il nano, lo “chiccoso” in bianco e una carovana di sogni e follie.
Signori, parliamo del geniale Dottor Parnassus.
Bisogna, veramente, togliersi il cappello davanti ad un altro buon film di Terry “Brazil, si sono pazzo ma in fondo rimango un bimbo” Gilliam.
La maggior parte della gente ha criticato questo film nelle salse più assurde e con in condimenti più vari. Purtroppo nessuno ha afferrato il messaggio della pellicola: non uccidere l’immaginazione, non uccidere l’arte, non uccidere il bello. Questo è il vero messaggio in Parnassus.
Ma andiamo con ordine.
il film si apre mostrandoci la carovana nel bel mezzo della sua attività. Ovviamente non viene minimamente considerata dalla “popolazione” circostante oramai solo avvezza ai piacere della modernità più varia. In questo inizio notiamo i toni pesanti di Gilliam nei confronti della società verso lo spettacolo e fa vedere come è ridotto lo spettacolo. La carovana è guidata da un Capocomico ubriacone che non riesce a fare il suo lavoro perchè nessuno lo considera.
Ed ecco che subentra la trama vera propria. Patto col diavolo, Tua figlia e mia, bla bla bla… Bisogna però togliersi il cappello davanti a Tom Waits nei panni di Mr. Nick. Semplicemente adorabile.
Passando avanti arriviamo finalmente a Heat Ledger che, almeno a me, ha suscitato un po di angoscia nel rivederlo, ma l’interpretazione è sublime. Purtroppo non posso recensire bene questo film perchè sottointenderebbe raccontarvi tutta la trama; ma fidatevi, Depp, Law e Farrel sono fantastici nell’omaggiare il compianto Ledger, ma sopratutto, a tenere viva e non banale la trama.
Come tutti sappiamo la peculiarità del regista è quella del forte impatto visivo, bisogna ammettere a pieno titolo che qua super ase stesso. Le ambientazioni dentro lo “specchio” (un passaggio fra realtà alternativa) sono veramente curate fin nel minimo particolare e tramite i giochi cromatici riescono a far leva sulle varie emozionil.
In finale la visione della”realtà” da parte di di Gilliam è ancora una volta aeccelsa fino all’ultimo (non mancano le strizzatine d’occhio al vecchio Flyng Circus). Insomma Cast d’eccezione, effetti visivi strabilianti, ottima colonna sonora e un grande messaggio alla fine rendono questo film, a mio parere, uno dei migliori del 2009.

Oh, e non lamentatevi se non scrivo così tanto ultimamente.
Non mi sta capitando niente di divertente (a parte fare immani figure di merda con DioBrando, intendo).

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