Muort cumm’ammè

Di tutte le serie TV che mi sono perso in questi anni, Dead Like Me è una delle più stupefacenti.
È ironica, divertente, per certi versi assurda e t’acchiappa dalla prima all’ultima puntata.

Nell’ultimo mese io e Daze ci siamo sparati le due stagioni del telefilm, a botte di 4-5 puntate a sera.

La storia è semplicissima,ma ve la racconto dopo la pausa visto che non sono capace a non spoilerare.
Georgia Lass è una ragazza di 18 anni: carina, con un caratteraccio e intelligente.
George, nella prima puntata, muore in una dei modi più spettacolarmente stupidi che possiate immaginare.
Dopo la sua morte, George entra a far parte della schiera dei non-morti (ma senza facce putrefatte) con il compito di raccogliere le anime dei tizi che stanno per morire.
Ogni squadra di Assistenti della Morte ha il suo campo specifico: morti naturali, animali ecc.
La squadra di George, capitanata da Rube, è addetta alle morti “per cause esterne”, vale a dire omicidi, suicidi, disastri naturali, incidenti e via dicendo.

La nostra eroina è così costretta a convivere con la sua nuova condizione, cercando di aiutare la sua vecchia famiglia e imparando a convivere con quella nuova.

I personaggi sono davvero fenomenali: profondi, elaborati e accattivanti, riescono sempre a stupire pur rimanendo incollati ai ruoli che impersonano: Rube, il capo, è capo fino in fondo e una figura paterna per la giovane arrivata;
Roxie, la dura e tosta, è un po’ mamma e un po’ sorella;
Mason, drogato e (sorattutto) alcoolizzato all’ultimo stadio è lo scemo del gruppo, anche se non così tanto come si potrebbe pensare;
Daisy è la svampitella, l’attricetta che è pronta a farsi chiunque pur di entrare nello star system che conta.
Così a parole sembrano delle sciocche macchiette, ma vi assicuro che col proseguire della serie vi stupiranno come pochi personaggi sanno fare.

E non parlatemi di LOST, quello è solo un gran casino.

Colonna sonora, fotografia, idee, questo è uno dei pochi telefilm che, nonostante sia stato troncato alla seconda stagione diosolosaperché, è avanti coi tempi: una cosa che non mi capitava di vedere dai tempi della prima stagione di 24.

Dopo aver conquistato i cuori degli appassionati con due splendide stagioni arriva, come una mazza da baseball sui denti appena fuori dal dentista, il film.
Uscito a febbraio 2009 direttamente in DVD, l’abbiamo visto con la voglia di avere delle risposte: in fondo, ci siam detti, se l’hanno fatto sarà per dare risposte, no?
NO.
Il film è quanto di più inutile e meschino mi sia capitato di vedere: trasforma i personaggi in macchiette senza senso, non spiega una beneamata mazza e diventa improvvisamente politically-correct, così tanto da spingerti a finire la visione senza arrivare alla fine.
(Meschino perché fare un film così, sfruttando implacabilmente gli appassionati per tirar su due lire in più è proprio da stronzi).
Tranquillamente evitabile, a mio parere.

Tirando le somme, Dead Like Me è un piacevole modo per passare qualche sera sconnettendo il cervello, con un po’ di popcorn e compagnia di quelle che meritano.
Ce ne fossero di serie così!

P.S.: Una cosa si salva del film.
Ed è questa.

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