Halo – La caduta di Reach

Chi non ha mai sentito parlare di Halo?

Uno dei videogiochi di maggior successo degli ultimi dieci anni, approdato sugli scaffali per la prima volta nel 2001, è il portabandiera delle console Microsoft.

Halo ha ricevuto un’accoglienza così calorosa e potente da far scaturire un insieme di progetti paralleli che abbracciano praticamente tutti i media: fumetti, cortometraggi e, ovviamente, libri.

Il primo della serie è, appunto, “La caduta di Reach”, portato in Italia da Edizioni Multiplayer.it, noti in precedenza soprattutto per le guide strategiche di molti videogames.

La storia ci narra l’addestramento e le vicende di Spartan-117, ovvero Master Chief, il protagonista della trilogia videoludica, prima dell’inizio del primo capitolo.
Partendo da un prologo lievemente slegato dalla storia principale (non viene più ripreso nel racconto), seguiamo tutte le tappe importanti della vita dell’enigmatico John, da bimbo arguto e caparbio a comandante dell’unità SPARTAN.

Certamente dobbiamo considerare due tipi di pubblico: chi conosce la trilogia e chi vuole solo un romanzo fantascientifico.
È doverosa una precisazione: molte descrizioni sono un po’ scontate, come se fosse implicito che il lettore conosca la simbologia creata dagli sviluppatori del gioco.
Questa è forse una pecca di questo libro, ma anche uno dei suoi pregi: così, infatti, i fan sanno perfettamente di cosa si parla, mentre gli altri possono creare un universo immaginifico forse più efficace di quello realizzato dai Bungie.

I fan della saga (tra cui il sottoscritto) andranno in visibilio per il racconto, incontrando parecchi personaggi storici come il capitano Keyes o Cortana.
I nuovi personaggi sono caratterizzati ottimamente, anche se a volte manca una presenza importante come il Sergente Johnson, vera spalla negli eventi dei videogiochi e ottimo amico di Master Chief.
Molti storceranno il naso davanti a delle piccole incongruenze del libro col gioco (uno su tutti: il trasporto Pelican è costantemente chiamato al femminile, mentre si è abituati a indicarlo al maschile), ma in fondo non è nulla di grave e ben presto ci si abitua.

Chi non conosce i prodotti principali del franchise troveranno in questo romanzo un ottimo racconto fantascientifico, scorrevole e ben narrato.
Tutto è raccontato con precisione e dovizia di particolari, ma non annoia con dilungamenti pseudo-scientifici.
I momenti più concitati sono fluidi e comprensibilissimi, tanto che molto spesso vi ritroverete a capire la prossima mossa dei “litiganti” qualche riga in anticipo rispetto alla narrazione.

Come ogni buon romanzo di questo genere, risponde a tutte le domande che pone, tranne una: qual è l’epilogo della storia?
La risposta è raccontata nei tre capitoli del gioco, che prende il via subito dopo il finale del romanzo.
Insomma, non concorre per il titolo di miglior libro dell’anno, ma sicuramente vince a man bassa quello per il miglior romanzo basato su una saga videoludica.

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