Star Wars – Episodio V – L’Impero Colpisce Ancora

Dove eravamo arrivati?
Dunque, Luke e Han si uniscono alla Ribellione, l’Impero è sempre più in crisi, così in crisi che vende Kakà a qualche squadra straniera.
(Ommioddio, ho fatto una battuta calcistica non solo sul blog, ma nel post di Star Wars… Sarà che sono ancora mezzo morto?)

Insomma, i nostri amici non se la passano benissimo.
Darth Vader, non si sa perché s’è preso la fissa di cercare Luke, ma lui gli risponde sempre “Vengo fuori da una storia di tre anni con un tipo” e scappa, solo che alla fine  si trova in un mondo ghiacciato e parecchio ostile.
L’unico contento è Han che almeno ha del ghiaccio per il suo Martini.

Poi succedono altre cose, tipo:
Luke vede il fantasma di Obi-Wan che gli dice “Devi andare su Degobah, Luke!” e sparisce prima che Luke possa chiedergli “È tipo Ibiza o tipo Vercelli?”.
Il dubbio gli rimane e dopo essere scappato dall’attacco imperiale alla base-ghiacciolo di Hoth (n.d.A.: ah.ah.ah. George. Bella davvero. Il pianeta di lava di Episodio III mi aspettavo si chiamasse Coldh) e va a verificarlo da sè.

Esatto, quindi questa non c'entra un cazzo.

Nel mentre Han, Leia, Chewie  e 3PO scappano pure loro, ma l’iperguida non va e quindi fanno casino tra gli asteroidi, ma senza sparare un colpo.
Intanto che fanno casino e cercano di riparare il Falcon, Han e Leia capiscono di essere fatti l’una per l’altra e si limonano, ma C-3PO è così infoiato che vuole unirsi con una scusa banale, venendo scarsamente considerato come macchina dell’ammòre.

Luke arriva a Degobah, scoprendo che è più come Vercelli che come Ibiza, ma “già che son qui, faccio un giro”, butta la nave nel primo parcheggio che trova e comincia a cercare il Maestro Jedi Yoda, un nano verde che parla sardo.

Qui interrompo la trama per farvi notare una cosa:
sto scrivendo più o meno tutta la trama per ogni capitolo della saga, giusto?
L’intreccio delle trame e la capacità di portarle avanti e renderle interessanti riusciva perfettamente al Lucas di quegli anni.
La “trilogia classica”, di cui questo è l’episodio centrale, è perfetta, non ha sbavature particolari o trame ridicole.
Tutto è coerente e complicato da spiegare.
Nei nuovi episodi, tutta la trama la riassumevo in, quanto, sette righe? Otto?
Qua scrivo da mezz’ora e sono a malapena a metà film: calcolando che ho semplificato parecchio, direi che non è male, no?

Facendola brevissima: Han, Leia e Chewie e 3PO scappano dall’asteroide, per riparare il Falcon vanno a trovare un vecchio amico di Han, Lando Calrissian, che mette a posto la nave, ma con l’inghippo.
Lando, infatti, ha appena stretto un accordo con Vader, che comprende unset di pentole Mondial Casa e la consegna di Han a Boba Fett, noto cacciatore di taglie, affinchè lo consegni a Jabba The Hutt, noto ammasso di merda di Tatooine.

Intanto su Dagobah, Luke viene addestrato come Jedi dal best in the univers, che gli fa fare nuove prove messe a punto negli ultimi 20 anni.
Luke se la cava così così, ma non demorde.
Almeno finché non ha una visione dei suoi amici che soffrono terribilmente, decidendo così di andare ad aiutarli su Bespin.
Promette a Yoda di tornare a finire l’addestramento e di portargli i magnetini per il frigo, così va lassù tra le nuvole e incontra un pacco di soldati imperiali…che non lo cagano di striscio, aprendogli la strada all’inevitabile confronto con Vader, che fa la rivelazione migliore della storia del cinema.
Oggi come oggi che il cattivo è il padre del buono è una cosa “banale”, “scontata” e “vecchotta”, ma all’epoca era una rivoluzione.

Mentre Luke si fa affettare come un Gran Biscotto da Vader, Lando, Leia e Chewie, insieme ai droidi, riescono a riprendere il Falcon, scappano dagli imperiali, recuperano Luke e vanno a riunirsi alla flotta Ribelle.
Una volta lì, Lando e Chewbacca vanno a salvare Han, ma lo vedremo solo nel prossimo episodio.

“L’Impero” è un film di mezzo ed è evidente: non è autoconclusivo, presenta la parte oscura della storia e  fa emozionare, facendoti aspettare il capitolo conclusivo, quello dove tutto si chiarisce.
La trilogia classica funziona un po’ come un film Disney: all’inizio va tutto bene, poi succede qualcosa di terribile e alla fine il bene trionfa.
Questi tre step sono suddivisi nei tre film ed è davvero perfetto.

A livello tecnico, niente da dire: all’epoca aveva portato avanti (e non poco) la tecnologia usata nell’originale Star Wars, regalandoci uno spazio più realistico (tant’è che non è stato ritoccato troppo nelle riedizioni successive) e l’aspetto definitivo delle spade laser.
A tutto questo aggiungete il Muppet più convincente della storia del cinema e avete una vaga idea di quanto sia ottimo questo film.

Direi che ho delirato abbastanza per oggi, settimana prossima si finisce con i film di Star Wars, ma ci sono un paio di ideucole in ballo che mi faranno andare avanti con le Guerre Stellari.

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