Ikea – Harder, Better, Larger & Uncut

Lo ammetto: sono un Ikea dipendente.
Entro per comprare dei bicchieri ed esco con 4 scatole, 2 tavolini, 6 sottopiatti in legno e un puff a forma di rana.

In questi giorni, a Torino, Ikea si è spostato, diventando la Mecca dei dipendenti da mobilia svedese in Piemonte.
[UUUh, quanto campanilismo!!]

Oggi gitarella alla nuova Ikea insieme a Daze (donna coraggiosa, non c’è che dire).
Obiettivo: il divano nell’angolo delle occasioni da 69 euri, invece che 99.

Durata del “veloce giro turistico”: 2 ore e mezza.
Già l’entrata è faraonica: scale mobili per arrivare al primo piano, dei ragazzi ci buttano in mano un bustone giallo a cranio, sistematicamente buttato nel cestone “raccolta bustoni gialli” in cima alla scala mobile.
Ma mentre sussurro a bassa voce a Daze “Questo è il paradiso” vedendo l’enormità del posto, mi appare questa figura innanzi

:O

:O

un angelo che mi dice, pollice all’insù, “puoi giurarci”.
Non ci potevo credere: l’unico Angelo/Fonzie della storia.

Reparto Cucine: forni.
Forni ovunque.
Forni che escono dalle fottute pareti [cit.].
Qualcosa come 10 metri per 3 di forni.
Ovviamente vedo quello giusto per me e lo voglio esattamente così a casa:
Alto, verde e comodo.

Nella foto: "Cara, passami la pizza che inforno"

Nella foto: "Cara, passami la pizza che inforno"

Proseguiamo, mentre Daze scuote il capo come a dire “Ma chi me l’ha fatto fare…”
Ci si pone innanzi un dilemma: ci lasciamo tentare da altra mobilia al piano di sotto o ci lasciamo andare ai deliri della cucina svedese?
La decisione è ardua, ognuno pontifica i pregi della propria scelta all’altro.
Fino all’interruzione.
Un enorme dispenser di senape ci si avvicina, con la faccia di un evaso da galera che tenta di sfuggire in questo del tutto comprensibile modo ai controlli della polizia che lo bracca da giorni.
“Ciao.” dice con voce rotta dal caldo.
“Ciao, Senape” dico io fottendomene che sta lavorando (ma con quel costume lì, te le cerchi)
“Non andate a mangiare?” domanda con quel tono che sembra più un ordine che altro.
“Certo, subito, agli ordini” è più o meno la nostra risposta.

Lasagne svedesi, polpette svedesi, patatine fritte (stranamente non svedesi) e un dolcino verde che pare la versione svedese (ma va?) di uno Yo-Yo Motta.
Alla kriptonite.*
Il giro va avanti, incomincia a essere un po’ tardi, perciò vediamo di corsa il piano inferiore, soffermandoci solo per un istante ad ammirare l’angolo relax in mezzo al percorso nel reparto giardinaggio.

Pshgtdalsind ahgnlziugs syfksuadkjkjhvfdshfik.
Eccheccazzo! Scusate, ho una persona che mi distrae mentre scrivo.

Dicevo? Ah, sì, arriviamo all’angolo delle occasioni, troviamo il divano e via, verso la magione a posare i nuovi acquisti (che non quantifico per non perdere del tutto la poca stima che provate nei miei confronti)

HO. VISTO! LA! LUCE!!! (Và che bel lampadario)

HO. VISTO! LA! LUCE!!! (Và che bel lampadario)

*Il qualcuno che disturba ha tanto rotto per inserire questo dettaglio che l’ho accontentata.


Ma non senza rappresaglie da parte mia.

Qual è il puff? Al vincitore, un cugino di campagna in casa per una settimana.

Qual è il puff? Al vincitore, un cugino di campagna in casa per una settimana.

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