Tre e diciassette

“Dovremo fare una festa d’inaugurazione, è un mese che siamo qui”
“Giovedì?”
“Si fa. Andata.”

E festa fu, amici che vengono a trovare amici per inaugurare la nostra nuova casetta.
Ci sono anche Nathalie e Francesco, che poi devono essere accompagnati a casa che sono smacchinati.
Bè, così facciamo.
Tiro fuori la macchina dal cortile, dando le mie chiavi a Fede che non ha la sua copia con sè tanto “dieci minuti e siamo qui”.

E per la stessa logica perversa lasciamo i cellulari a casa.
Cosa vuoi che succeda in dieci minuti?
Lasciamo gli amici nelle rispettive case e via che si torna indietro.
La macchina è pronta ad entrare, aspetto solo che Fede apra il portone.
Mi guarda, aspettando qualcosa.
“Fè, guarda che le chiavi le hai tu, io non le ho”
“No, non le ho mica”
“Vuoi dirmi che siamo….”

Risata isterica.
Ci attacchiamo al campanello come dei teenager in vena di scherzi stronzi e aspettiamo che Drew si svegli.
Silenzio.
Dito premuto, magari non fa bene contatto.
BZEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
Niente.
Partono le prime bestemmie.
Minchia, stronzo, svegliati, vieni ad aprirci, che sono quasi le tre.
BZEEEEEEEEEEEE-EEEEEEEEE—EEEEEEEEEEEE–EEEEEE-EEEEE
Vuoto cosmico.

La nostra faccia

La nostra faccia

E’ pazzesco come fa a non sentire?
Bè, in qualche maniera dobbiamo entrare, suoneremo a qualcun’altro.
Ma avere le palle di disturbare sconosciuti alle 3 del mattino è dura, perciò tergiversiamo un po’ prima di buttare il dito su un campanello.
Che (ovviamente) non dà segni di vita.
Ci guardiamo, ridendo, per l’assurdità della situazione.
Sta anche cominciando a piovere, la cosa incomincia a farsi ridicola.
Ci riattacchiamo al campanello di casa,  sperando che almeno la ragazza di quell’adorabile sasso dormiente del nostro coinquilino si svegli.
“Cazzo, ma posibile che abitiamo nell’unico palazzo senza giovani che vanno alle feste e tornano alle tre del mattino?”
Fè condivide, guardandomi più con aria da compassione che d’apprezzamento.
Vabbè, gli dico, non è che possiamo suonare a tutto il condominio.
Mettiamoci a dormire in macchina e domani lo legnamo per bene.
“Okay, ma facciamo un ultimo tentativo”

BZEE

Voce da vecchina, merda. Sembra una di quelle che il giorno dopo ti vengono a cercare…
“ma chi è?” dice gentile come Himmler.
“Ciscusiciscusi, siamo rimasti chiusi fuori, ci potrebbe aprire perfavore?”
“certo, certo”
“grazie, scusi, eh!”

Finalmente, il portone si apre.
Le chiavi sono laggiù, ancora appese al cancello del cortile che ovviamente è aperto.
Scoppiamo in una risata di sollievo, salgo in macchina e parcheggio mentre Fede chiude tutto.
Ridendo, andiamo alla porta delle scale, pronti per il nostro meritato riposo.

CA-CLUNK.
Non è possibile.
Dal portone entra una ragazza, pure carina, che ci guarda con aria stranita.

Non che la cosa ci stupisca, visto che siamo esplosi a ridere come l’abbiamo vista.

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3 pensieri su “Tre e diciassette

  1. (non ridere…non ridere…non ridere…) ahahahahahhahahahahahahahha loooooool
    no…non ce l’ho fatta! XD
    certo che voi la fortuna manco dove sta di casa eh? XD lol lol lol

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