PseudoRECE: Watchmen – The Movie

Ecco i protagonisti

Ecco i protagonisti

Dire qualcosa su Watchmen in questi giorni è un po’ come sfruttare la corrente per avere qualche accesso in più sul blog, quindi tanto vale che butti giù i pensieri che mi frullano in testa.

L’ho visto venerdì sera, giorno dell’uscita della pellicola: da troppo aspettavo la pellicola, doveva essere “mia” al più presto.
Il film è semplicemente un gran bel film, uno dei pochi da cui esci dalla sala soddisfatto di quei 7 euro dati alla brufolosa in cassa 2.
La regia di Snyder forse è un po’ troppo fedele al fumetto, sia come inquadrature che come “timeline”, ma in fondo gli appassionati del fumetto volevano questo.
Certo, osare per osare avrei preferito che Zackky bello ci mettesse un po’ più del suo, ma si trovava di fronte ad un compito difficile: il mondo di Watchmen è così ben delineato che ogni minima differenza sarebbe saltata subito all’occhio, penalizzando un po’ il suo lavoro, con schiere di fan pronte a urlare “AL ROGO!” e non sarebbe stato carino.
Ciò detto, la mia personalissima paura era di ritrovare un mondo patinato come in 300: niente facciazze, andiamo, dopo ogni battaglia i duri della situazione erano perfettamente lindi e luccicanti.
Ma qui c’è lo stesso “sudiciume” che si avverte nel fumetto: il mondo è sporco, corrotto, privo di speranze e sull’orlo della fine.
Ovvio che un sociopatico come Rorschach (ocomediavolosiscrive)  non lo sente più suo.
A proposito dei personaggi: lui è il protagonista assoluto della storia, l’unico davvero sviscerato e analizzato a fondo, l’unico con cui immedesimarsi veramente.
Non che gli altri siano trattati male, ma è evidente che Rorsch è la pietra angolare del film.
Il Comico, Spettro di Seta II, Gufo Notturno e gli altri Minutemen ci sono, ma vengono solo “visti” e non vissuti dallo spettatore.
Forse si poteva fare di più, ma sotto questo punto di vista aspettiamo la versione estesa (e la flebo conseguente per vederla) prima di dire cosa davvero non va.
Le musiche sono fenomenali. Riprese in toto dal fumetto, creano dei piacevolissimi contrasti tra immagine visiva e auditiva, come nella scena del funerale del comico con “the sound of silence” che per quanto sia un pezzo triste, raramente viene associata ad un funerale imporante con militari in alta uniforme e con i canonici tre colpi sparati.
Tutto ricorda e riporta alle pagine del fumetto: fotografia, personaggi, battute e citazioni.
A proposito di citazioni, mirabile lo spot Apple “1984” in uno dei televisori che Ozymandias guarda in una delle scene finali…

Tirando le somme, cosa dire d’altro?
E’ un ottimo film, che nonostante la lunghezza (quasi tre ore) tiene incollati allo schermo e atenti come da anni nessuno era riuscito.
E poi c’è lei: come non rivederlo volentieri?watchmen-portraits-silk-spectre-ii

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