Tubì o’ nottubì

 

Una ragazza che non centra nulla, ma fa sempre piacere

Una ragazza che non c'entra nulla, ma fa sempre piacere

Tanti mi odieranno per questo, ma io lo scrivo lo stesso. Mi sono decisamente innamorato di questo monologo, non c’è niente da fare.

 

Essere o non essere
questo è il problema: è più nobile che l’animo
sopporti le fiondate e le frecciate
d’una sorte oltraggiosa
oppure che s’armi contro un mare di sciagure
e contrastandole finisca con esse?
Morire…dormire: nient’altro.
E con un sonno dirsi di mettere fine
alle sofferenze del cuore e ai mille mali
che la carne eredita dalla natura.
Questa è la conclusione
che dovremmo augurarci a mani giunte.
Morire..dormire e poi sognare…forse.
Già, ma qui si confonde l’intelletto:
perché dentro quel sonno della morte
quali sogni ci possono venire,
quando ci fossimo scrollati via
questo nostro fastidioso involucro?
Ecco il pensiero che deve arrestarci.
Ecco il dubbio che fa così longevo
il nostro vivere in una tale miseria.
Se no, chi s’indurrebbe a sopportare
le frustate e i malanni della vita,
le angherie dei tiranni,
il borioso linguaggio dei superbi,
le pene dell’amore disprezzato,
le remore nell’applicar le leggi,
l’arroganza dei pubblici poteri,
gli oltraggi fatti dagli immeritevoli
al merito paziente,
quando uno, di sua mano, con un sol colpo
potrebbe firmare subito la quietanza alla vita
sul filo d’un pugnale?
E chi vorrebbe trascinarsi dietro
questi fardelli e gemere e sudare
sotto il peso d’un’esistenza amara,
se il timore di un “qualcosa” dopo la morte
-quella regione oscura, inesplorata,
dai cui confini non v’è viaggiatore
che ritorni- non intrigasse tanto
la volontà, da indurci a sopportare
quei mali che già abbiamo,
piuttosto che a volar, nell’aldilà,
incontro ad altri mali sconosciuti?
Ed è così che la nostra coscienza
ci fa vili: è così che si scolora
al pallido riflesso del pensiero
il nativo colore del coraggio,
ed alte imprese e di grande momento,
a cagione di questo, si smarriscono
e perdono anche il nome dell’azione.

Magari mi manderete a fanculo per direttissima, ma è troppo bello per non postarlo. Almeno metto un po’ di cultura qua dentro, ogni tanto, checcazzo.

Annunci

Un pensiero su “Tubì o’ nottubì

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...